Roberto De Simone (1933–2025)

Roberto De Simone

Compositore, regista teatrale e musicologo
Figura tra le più autorevoli della cultura musicale italiana contemporanea, Roberto De Simone ha intrecciato nella sua opera la musica colta, il teatro e la tradizione popolare in una sintesi di straordinaria originalità. Nato a Napoli il 25 agosto 1933, si forma giovanissimo al Conservatorio di San Pietro a Majella, dove studia pianoforte e
composizione. Fin dagli anni giovanili manifesta un doppio interesse per la musica classica e per le forme musicali popolari della Campania, che diverranno il nucleo della sua ricerca artistica.
Dopo un primo periodo come concertista e compositore, De Simone abbandona progressivamente la carriera pianistica per dedicarsi alla musicologia e alla ricerca etnomusicale, approfondendo le radici rituali e teatrali della cultura partenopea. Negli anni Sessanta collabora con l’Autunno Musicale Napoletano e, nel 1967, fonda la Nuova Compagnia di Canto Popolare, insieme a Giovanni Mauriello, Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò. Con questo ensemble rinnova profondamente il rapporto tra musica popolare e scena teatrale, fino alla creazione de La Gatta Cenerentola (1976), opera simbolo del suo linguaggio: un incontro tra mito, teatro e canto popolare
che segna un punto di svolta nella musica italiana del Novecento. Negli anni successivi, con il gruppo Media Aetas, De Simone approfondisce un percorso di rilettura storica della musica antica napoletana, ideando spettacoli che coniugano rigore filologico e libertà creativa. Tra le sue regie e composizioni più note si ricordano Masaniello (1975), Mistero Napolitano (1977), Il canto de li cunti (1993), Le cantatrici villane (1998) e L’impresario in angustie (2001). Parallelamente, De Simone ha svolto un’intensa attività come compositore e direttore teatrale, scrivendo lavori che spaziano dal sacro al profano: il Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini (1985), la Festa teatrale per il 250° anniversario del Teatro di San Carlo (1987), e Eleonora (1999), dedicata al bicentenario della rivoluzione napoletana. Le sue regie liriche, apprezzate nei principali teatri italiani e internazionali, comprendono capolavori di Mozart, Verdi, Rossini e Pergolesi; in particolare, Nabucco (1986), Idomeneo (1990) e Il flauto magico (1995) alla Scala di
Milano hanno consacrato la sua fama anche nel repertorio classico. Studioso appassionato delle tradizioni orali e religiose del Sud, De Simone ha pubblicato saggi fondamentali come Chi è devoto (1975), Carnevale si chiamava  Vincenzo (1977, con Annabella Rossi), La tarantella napoletana (1991) e Il presepe popolare napoletano (1999). La sua opera musicologica ha contribuito in modo decisivo alla riscoperta e alla valorizzazione della scuola musicale napoletana e delle sue radici popolari.
È stato direttore artistico del Teatro di San Carlo di Napoli (1981–1987), direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella, Accademico di Santa Cecilia, e insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres dalla Repubblica francese. Tra i numerosi riconoscimenti, il Premio Roberto I Sanseverino (2003) e il Premio E.T.I. Gli Olimpici del Teatro (2007) per Là ci darem la mano, spettacolo dedicato a Mozart. Scomparso a Napoli nel 2025, Roberto De Simone lascia un’eredità artistica e umana di straordinaria ampiezza: un ponte tra la memoria popolare e la musica colta, tra il rito e la scena, tra la tradizione e la modernità. La sua visione continua a ispirare musicisti, registi e studiosi in tutto il mondo, come testamento di una Napoli universale e profondamente musicale.